Alfredo Ricciardi risponde alla nostra lettera aperta e accetta la candidatura quale Presidente dell'Unione, carica attualmente ricoperta da Maurizio Moscara.

Ecco il messaggio di Alfredo:

Care amiche, cari amici,

mi è difficile rispondere alla Vostra lettera. Vorrei potermi sottrarre.

Non perché non abbia più entusiasmo e passione verso l’Unione e verso la Categoria – quella non mi passerà mai – ma perché vorrei che non stessimo vivendo questo momento di così grande difficoltà e tensione interna, che traspare nella Vostra lettera ed anzi ne è alla base.

E però è questo il momento che stiamo vivendo e voi mi chiedete di contribuire a superarlo, nelle vesti di possibile futuro Presidente dell’Unione.

C’è molto nella Lista Manifesto per l’Unione in cui mi riconosco. Molto nei contenuti. Molto nel metodo, nel voler spendere la propria intelligenza per costruire il futuro, nel modo stesso di intendere il sindacato. Ma se accetto non è solo per le affinità su ciò che da sempre ha caratterizzato l’Unione e nemmeno perché da Segretario Nazionale so quanto l’Unione abbia potuto contare sulla serietà e la costanza dell’impegno sindacale di ciascuno di voi. Per tutte queste cose mi sarebbe bastato votarvi, esercitando il mio diritto di concorrere a scegliere i nuovi Organi Nazionali, come tutti gli iscritti.

Rispondo al Vostro appello, ed accetto, perché quando dite che occorre ritrovare l’unità dopo il Congresso Vi fate carico non solo di chi la pensa come voi ma più ancora di chi non la pensa come voi. Ed in questo bisogno di prossima futura unità io mi riconosco profondamente, in questo obiettivo io credo fermamente. 

Ogni giorno di divisione mi rammarica.

Mi preoccupa, come molti sanno, che gli aspetti di diversità che si raccontano seguendo le opposte candidature, i diversi accenti usati, talvolta aspri, i distinguo, le recriminazioni, le polemiche, finanche il modo diverso (talvolta palesemente falso) di raccontare il passato anche recente che pure ci vedeva uniti possano gettare semi capaci di crescere nel futuro e minare la capacità dell’Unione di continuare ad essere punto di riferimento, appunto unitario, della categoria. Il tutto esaltato ed esasperato dalla necessità di conquistare in ogni modo consensi per la imminente competizione congressuale.

Rispondo al Vostro appello perché mi chiedete di impegnarmi, non solo per Voi e con Voi ma per tutti e con tutti, per impedire che questo accada, per rappresentare le porte aperte, il desiderio di recuperare pacatezza nel dialogo, nel confronto, e di mettere dialogo e confronto non più al servizio della competizione di una parte contro l’altra ma dell’Unione intera. Dopo il Congresso tornerà ad esistere una sola Unione che dovrà farsi carico di tutti e dovrà farlo insieme a tutti.

Nel massimo momento della competizione, mentre le liste si presentano, tutto può sembrare falso, retorico, detto a soli scopi di campagna elettorale, ed è perciò comprensibile che qualche amico o qualche amica penserà che siano solo parole. Non è così.

Ho trascorso 12 anni da Segretario Nazionale, molti di questi difficili, ma anche appassionanti. Se non mi consegno al ritiro dopo questo non è certo per immaginarmi Presidente di una Unione che dopo il Congresso resti indifferente alle proprie divisioni o debole. Negherei in radice il senso stesso del mio impegno verso la categoria. Se la categoria voterà la lista Manifesto per l’Unione, Se sarò Presidente non potrò desiderare altro che contribuire ad una Unione più forte che mai, e perché sia così ho una consapevolezza: non c’è altra strada che tornare uniti. Il mio impegno da Presidente è questo, tornare uniti, e per questo lavorerò con tutta la dedizione che mi è possibile avere.

Ed è talmente vero che questo è quello che penso che concludo questa mia risposta ricordando ad entrambe le due attuali liste che una composizione ed una soluzione unitaria è possibile fino all’ultimo, finanche durante lo stesso Congresso, che è organo sovrano. Io la auspico. E se avverrà sarò felice di tornare ad essere un semplice iscritto, che guarda all’Unione come al proprio punto di riferimento, come ho sempre fatto e come sempre farò. 

W L’Unione!

26 marzo 2021

Manifesto per l'Unione.


Testo di esempio