1 aprile 2022

Pubblichiamo uno scambio di messaggi tra Daniele Perotti, collega in pensione, segretario in Lombardia che ha chiuso la sua carriera esercitando il ruolo nel comune di Bergamo e il Manifesto per l'Unione (Franca Bonanata).

LA VOCE DEI SILENTI

Cari colleghi, é in corso un aspro dibattitto in previsione del Congresso che si terrà fra poco più di una settimana e sfocerà nella elezione dei nuovi organismi direttivi e di rappresentanza del Sindacato dei Segretari comunali e provinciali. Non è certo la prima volta che i toni del confronto precongressuale sono particolarmente accesi. Inedito è il fatto che vi siano due liste ad affrontarsi. A caratterizzare i due schieramenti non ho però trovato, perlomeno esplicitate, visioni strategiche differenti, tantomeno irriducibili conflitti di idee. Probabilmente ci saranno (materia ce n’è perlomeno dal 1997) ma mi conforta il fatto che molti, come me, non se ne sono accorti. Il che mi fa pensare che per quante differenze ci siano, e non mi interessa in questa sede cercarle e valutarle nel merito,  non siano così grandi da essere incomponibili. Del resto l’associazione sindacale è una e se l’anima si fosse sdoppiata logica conseguenza dovrebbe essere anche la scissione del corpo. Non è un evento impossibile ma, i silenti, che immodestamente cerco qui di interpretare, hanno il diritto di saperlo prima. Per “silenti” intendo quei colleghi che sono rimasti finora muti. Chi resta muto non sempre non è partecipe, così come non sempre chi si astiene è indifferente. Possono anche esserci silenzi rabbiosi, silenzi severi, silenzi di riprovazione.  Anche coloro che sono rimasti silenziosi (finora)  hanno diritto di sapere e, maggior ragione, tutti gli altri. Anche, e forse soprattutto, da questa cognizione può formarsi la convinzione su chi scegliere votando o a cosa condurrà il voto dato dagli altri se si sceglierà l’astensione. Vorrei/vorremmo sapere se COMUNQUE e per tutti l’unità del sindacato resta e resterà un principio intatto e intangibile. Vorrei/vorremmo vedere dichiarato senza ambiguità, senza circonlocuzioni o funambolismi che QUALUNQUE sia l’esito del confronto, pur nella dialettica, vi sarà una ricomposizione senza cristallizzazione di fazioni e giochi al massacro, come invece qualche avvisaglia, spero ingannevole, potrebbe oggi far pensare. Vorrei/vorremmo sapere, qualora la risposta alle prime due domande fosse positiva, se ciascuno dei due schieramenti, coerentemente, SI IMPEGNA, ORA, se vincitore, a garantire ad ogni livello, anche attraverso eventuali modifiche statutarie postcongressuali una congrua effettiva rappresentanza all’altro schieramento non solo per perseguire una democrazia sostanziale ma anche e soprattutto per un immediato ritorno ad una azione corale, forte e soprattutto unitaria del Sindacato. Sono certo che TRE RISPOSTE POSITIVE potranno indurre i delusi a riconsiderare il loro stato d’animo e se, comunque, non vorranno rinunciare al loro silenzio, perlomeno sapranno che qualunque sia la decisione presa dagli altri, sarà stata comunque una buona decisione per la categoria. Daniele Perotti

LA RISPOSTA DI FRANCA E DEL MANIFESTO

Caro Daniele, ho chiesto al gruppo con il quale ho condiviso sin dallo scorso mese di luglio il percorso che ci ha portato ieri a depositare la candidatura alla carica di Segretario Nazionale dell’Unione per il prossimo triennio di Amedeo Scarsella, di avere io il piacere di rispondere alle tue legittime domande. Domande che hai posto a nome dei tanti collegi che hai definito “silenti”, ma non per questo indifferenti, che anzi con il loro silenzio hanno evitato di inasprire il clima di questa campagna elettorale ormai agli sgoccioli. Ebbene, le domande che hai posto meritano una risposta sincera e leale da parte nostra per il rispetto che si deve all’intera Categoria!

Ed eccole le risposte della lista Manifesto per l’Unione alle tue 3 domande:

1) Vorrei/vorremmo sapere se COMUNQUE e per tutti l’unità del sindacato resta e resterà un principio intatto e intangibile. La risposta è SI’. Lo abbiamo scritto il 21 marzo nell’appello al Segretario Nazionale ed al Presidente dell’Unione, ai quali abbiamo chiesto di aiutarci a ricomporre la frattura a cui ti riferisci sin dal giorno successivo al congresso; lo abbiamo detto in ogni nostro intervento pubblico (i diversi webinar di questi mesi) e lo abbiamo, da ultimo, scritto nel nostro programma! Non possiamo e non dobbiamo, e per quanto ci riguarda non vogliamo, tradire l’anima di questo sindacato che è l’Unione! Quel sindacato nel quale trovano ricomposizione le nostre solitudini (rubo la bellissima frase utilizzata ieri Antonella in sede di presentazione della lista) sarà capace di ricomporre ogni divisione. Noi ci crediamo e ci impegnano a farlo con la passione e l’impegno pari se non superiore a quello che abbiamo profuso nella campagna elettorale.

2)     Vorrei/vorremmo vedere dichiarato senza ambiguità, senza circonlocuzioni o funambolismi che QUALUNQUE sia l’esito del confronto, pur nella dialettica, vi sarà una ricomposizione senza cristallizzazione di fazioni e giochi al massacro, come invece qualche avvisaglia, spero ingannevole, potrebbe oggi far pensare. La risposta è SI’. Noi ci sentiamo Unione non uno “schieramento”. Aderendo ad una pressante richiesta del Segretario Nazionale finalizzata ad individuare ogni strada possibile per trovare una composizione, e condividendo la sua preoccupazione relativi ai possibili esiti della divisione in atto, abbiamo promosso diversi incontri ed abbiamo formulato proposte concrete in tal senso ma non ci siamo riusciti. Ne abbiamo quindi preso atto ed abbiamo avviato il nostro percorso nel rispetto delle persone e delle idee lavorando “per” e mai “contro” e questo lo abbiamo reso evidente già con il nome dato alla lista Manifesto “per” l’Unione. La nostra cifra è stata sempre questa, abbiamo incontrato i Colleghi per raccontare quello che vogliamo fare, illustrare meglio i punti del manifesto chiedendo contributi a tutti. Non una parola è stata mai detta fuori posto, i video sono pubblicati sul sito e ciascuno può riguardarli quando crede. Per chiarire meglio che questo è un nostro obiettivo riporto un estratto del programma depositato ieri in cui è precisato che “Abbiamo deciso tutti di candidarci perché crediamo nei Segretari e crediamo nell'Unione quale casa dei Segretari e quale luogo di confronto e dialogo … Emerge da quanto finora scritto il primo obiettivo programmatico che consiste nel superare le divisioni createsi, perché dopo il Congresso dovrà tornare ad esistere una sola Unione che dovrà avere la maturità di utilizzare le diversità quale leva di crescita ed arricchimento, piuttosto che quale elemento di indebolimento”.

3)     Vorrei/vorremmo sapere, qualora la risposta alle prime due domande fosse positiva, se ciascuno dei due schieramenti, coerentemente, SI IMPEGNA, ORA, se vincitore, a garantire ad ogni livello, anche attraverso eventuali modifiche statutarie postcongressuali una congrua effettiva rappresentanza all’altro schieramento non solo per perseguire una democrazia sostanziale ma anche e soprattutto per un immediato ritorno ad una azione corale, forte e soprattutto unitaria del Sindacato. E anche la risposta alla terza domanda è SI’.  Quanto detto negli incontri e quanto scritto nelle Linee programmatiche depositate ritengo siano sufficienti a dare certezza della serietà degli impegni assunti con la Categoria. Se poi dovesse essere necessario apportare modifiche statutarie non ci tireremo certo indietro. Lo Statuto dell’Unione DEVE  essere modificato per adeguarlo alla realtà dei tempi e renderlo idoneo a dare voce e rappresentanza alle diverse sensibilità. Noi siamo pronti!

Franca Bonanata

LA RISPOSTA DI DANIELE

Grazie Franca per la risposta così tempestiva ma soprattutto perché la sua ampiezza e articolazione dimostra che avete compreso quanto una posizione chiara non fosse destinata ad esaudire la richiesta di un collega un po' petulante ma a porre un punto fermo e dirimente per tutti. Gli indecisi in particolare. In questo modo avete reso un importante servizio a tutti e a coloro, penso non pochi, che hanno bisogno di riconoscere sicurezza e affidabilità in chi si candida a guidare il piccolo vascello in un mare che sempre minaccia tempesta. Grazie.

Manifesto per l'Unione